Visualizzazione post con etichetta alimentazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alimentazione. Mostra tutti i post

sabato 29 giugno 2013

Crossfit e diete

Crossfit e diete

Giorno 159 settimana 24





Un ben ritrovati a voi tutti. Oggi, come la regola impone, è giorno di riposo per il fisico, ma non per la nostra mente. Apprendere, infatti, è il primo passo verso la realizzazione di ogni progetto. compreso quello che riguarda la nostra salute e il nostro fisico. Per questo andremo, in data odierna, a rispondere ad una delle moltissime mail che ci giungono quotidianamente in redazione. Marco da Verona ci domanda una cosa semplicissima, ma sulla quale non sarebbe sufficiente una enciclopedia per esaurire l'argomento: come deve alimentarsi un crossfitter?

giovedì 28 febbraio 2013

Urban Crossfit

Urban Crossfit




Giorno 53 settimana 9







Abbiate pazienza, presto non ci sarà più spazio per le auto. Tranquillizziamo gli animi più sensibili, trattasi solo di provocazione. Al massimo di un quesito. Di certo non l'ennesima rivoluzione. Nel bel paese al momento se ne vivono a sufficienza. Eppure tra le pagine dei rotocalchi e durante lo zapping televisivo il fattore "ciccia" è divenuto il form ideale per catturare l'attenzione dell'italiano medio. Se i più giù gettano le braccia al cielo al pensiero: sai che novità, le diete e il dibattito sulla linea è argomento fin dalla notte dei tempi, ci piace concordare con loro, ma al tempo stesso analizzare il problema sotto un differente punto di vista. Quello dell'accesso alla salute. Andiamo per gradi. Il primo certamente è legato alla sedentarietà nostrana che ci vede in Europa agli ultimi posti per qualità di vita in termini di allenamento. Solo 3 italiani su 10 fanno sport e solo la metà dei bambini conosce il significato delle parole: calzoncini corti. Sempre più il solo retaggio culturale della ormai smunta dieta mediterranea ci spinge a considerarla sufficientemente utile al mantenimento della linea. Morale mangiamo mediterraneo sì, ma con frequenza e quantità da ippopotami. Andiamo oltre.

Come se ciò di per se non fosse un pretesto utile noi italiani siamo il paese al mondo con le maggiori barriere di accesso allo sport. Strano, ma vero. Il nostro concetto di allenamento, fatta eccezione per chi si allaccia le scarpe e fa della strada la sua palestra, è rilegato a quote annuali in centri sportivi. Una barriera che di per se non è favorita neanche da sgravi fiscali, una voce di bilancio certamente più esigua di quella che ogni anno è destinata alle prestazioni sanitarie non a pagamento. Una prevenzione in termini di tesoretto, utile ad essere investita in ricerca. Non ci dilunghiamo sulla viziosità della macchina legata poi alle lobby farmaceutiche e alle prescrizioni facili. 

Proponiamo invece una soluzione, alla luce della nostra posizione geografica nel mediterraneo cosi da permettere a tutti gli italiani di avere libero accesso allo sport. La più intuitiva è quella sul modello Americano,  dove nei periodi di bel tempo mini centri fitness sono attivi lungo le coste con accesso gratuito o con abbonamento mensile che non supera i 10 dollari. Occorre ricordare che siamo una penisola e dopo la Spagna il paese europeo con maggiori chilometri di costa? Proseguiamo. Nei periodi invernali con piccoli investimenti perché non creare, con il patrocinio del ministero della sanità, strutture comunali dove potersi recare per farsi del bene. Strutture nelle quali mettere anche a disposizione macchinari per fitness, visite mediche e centri di riabilitazione? Una sorta di città dello sport nei quartieri. Una educazione didattica che favorirebbe anche la presa di coscienza che lo sport è fondamentale per la salute di ciascun individuo. Ogni centro sarebbe a sua volta il punto di ritrovo per molte persone in termini sociali. Infine ogni comunità sportiva, sia essa dislocato o centralizzata, produrrebbe un volano capace di occupare due categorie: quella degli istruttori e dei medici, che registrano i tassi di inoccupazione tra i più alti in Italia. Un esubero che facilmente andrebbe livellandosi verso il basso.

Per chiunque pensa che questi investimenti sottrarrebbero soldi alla manutenzione comunale o ad altre voci di bilancio è bene ricordare che una quota simbolica di 10 euro al mese è più che sufficiente per poter ripagare e forse guadagnare su una struttura capace di accogliere qualche migliaio di persone. I conti li lasciamo fare ai matematici. Per il momento noi crossfitter ci limitiamo a sognare uno sport libero e comunitario anche nelle strade, luogo sovrano da dove prende vita ogni cambiamento culturale. Eccovi un bel video a dimostrazione.



La redazione. 

lunedì 18 febbraio 2013

Il sovrallenamento


Il sovrallenamento





Il corpo umano è una macchina perfetta. Molte volte diamo per scontata la capacità naturale del nostro fisico di rigenerarsi, ricostruirsi e diventare sempre più forte. Basti pensare che una frattura, un taglio o una semplice malattia sono una condizione momentanea dalla quale senza fatica ne usciamo speculari al momento di benessere. Questa premessa non scongiura però la vulnerabilità del nostro fisico, specie se spinto oltre un certo limite. Un confine che vale anche per l'allenamento quotidiano. Ogni corpo ha una riserva di energia che gli permette di vivere quotidianamente (metabolismo basale) e una riserva, molto cospicua utile per gli extra, come gli allenamenti. Terminata la nostra scorta energetica il fisico ha assoluto bisogno di riposo e quindi, come una batteria, di ricaricarsi. 
Se ci alleniamo quindi oltre questo limite di riserva precipitiamo nel sovrallenamento. Il sovrallenamento (overtraining in inglese) è di per se uno squilibrio fisico e dell'organismo in generale. Normalmente si manifesta quando il nostro corpo viene messo in maniera continua a dura prova fisica di allenamento, senza dare appunto all'organismo modo o possibilità di recuperare. Il perfetto equilibrio per il mantenimento di un corpo sano è quindi dato dal rapporto tra attività e riposo, attività alla quale è legato anche il fattore alimentazione. Se non ci nutriamo a sufficienza il nostro fisico non accumula le scorte necessarie per la prestazione.

Alimentazione, allenamento e riposo, come in un triangolo, devono trovarsi perfettamente in equilibrio, ogni scompenso genera una patologia contraria al benessere fisico. Sovrallenamento compreso. Non dimentichiamo poi il fattore stress, il vero batterio del nuovo millennio.
Va poi aggiunto che il sovrallenamento è controproducente anche per i nostri muscoli. Come sappiamo quando eseguiamo un esercizio andiamo ad adoperare uno sfibramento del tessuto muscolare che, nel momento del riposo, andrà a ricostruirsi (riparazione del muscolo) rendendolo più forte. Una eccessiva lacerazione danneggia quindi la fibra, rendendola meno pronto e quindi meno utilizzabile.

Tra le cause principali del sovrallenamento annoveriamo:

- allenamenti eccessivamente standardizzati
- sonno insufficiente
- una alimentazione inadeguata e/o sbilanciata
- intossicazioni alimentari derivanti da eccesso di determinati integratori
- un allenamento eccessivo e inadeguato al proprio stile di vita
- stile di vita troppo stressante
- problemi psicologici (relazionali, familiari, sociali, lavorativi ecc.)
- problemi di salute
- competizioni troppo frequenti


Come riconoscere allora il sovrallenamento. Il primo indicatore è senza alcun dubbio la stanchezza. Se alle volte neanche un lungo sonno è necessario a farci sentire rigenerati e pronti è bene prolungarlo, magari con qualche giorno di vacanza.

Tre le altre cause troviamo:

- stanchezza ancor prima di iniziare l'allenamento
- difficoltà nel far salire i battiti
- battito cardiaco a riposo accelerato
- apatia, insonnia, irritabilità, depressione
- perdita di appetito o desiderio incontenibile di dolci
- calo eccessivo e veloce di peso
- abbassamento delle difese immunitarie
- indolenzimento muscolare cronico
- amenorrea nelle donne
- variazioni ormonali


Come prevenire il sovrallenamento e ridurre lo stress di vita. Ricordiamo che questi due fattori sono paralleli nella vita di ogni sportivo.

- alternare all'allenamento il riposo
- non allenarmi mai per più di tre giorni consecutivi
- non allenarsi più delle proprie capacità superando la fatica
- alimentarsi sempre correttamente
- limitare l'uso di integratori o caffeina
- rivolgersi ad un medico se i sintomi danno seguito ad ansia e depressione
- prendersi una lunga vacanza
- migliorare il proprio stile di vita
- controllare periodicamente i propri valori ematici


Ricordatevi sempre di riposare almeno 8 ore per notte, migliorando le condizioni del vostro sonno. Per maggiori informazioni al riguardo consigliamo la lettura di questo articolo.